La Cartomanzia: cos’è e come si pratica

La Cartomanzia cos’è e come si pratica

La cartomanzia è un’arte divinatoria, la cui diffusione è avvenuta a partire dalla seconda metà del 1800. Alcuni esperti del settore dichiarano che la cartomanzia fosse già presente anche in antichità, in Europa così come negli altri continenti.

In realtà non esistono testimonianze storiche di questo tipo di pratiche, che invece si diffusero rapidamente dopo che alcuni studiosi codificarono alcuni metodi per la divinazione cartomantica, riportandoli in veri e propri testi dedicati all’argomento.

 

Come si pratica la cartomanzia

Chi non è mai stato da un cartomante ovviamente non sa come funziona la cartomanzia, anche se in termini generali ne può avere una certa idea. Per capire meglio come funziona è possibile trovare approfondimenti sul sito www.cartomanziaabassocosto24.it. In pratica il cartomante presenta al richiedente un mazzo, costituito generalmente dai cosiddetti tarocchi.

Il richiedente pesca dal mazzo mescolato alcune carte, seguendo le indicazioni del cartomante. Costui sarà poi in grado di interpretare il significato di ogni tessera pescata, considerando la loro disposizione, così come l’interferenza tra vari gruppi di carte.

 

La tradizione cartomantica

Il cartomante ovviamente interpreta le carte secondo il proprio sentire e la propria esperienza. Di fatto però esistono precisi codici di interpretazione, quelli scritti nel corso del 1800 e in seguito anche a inizio ‘900. In sostanza sono disponibili dei testi che insegnano come interpretare le carte, per ottenere un suggerimento sugli eventi futuri, o anche per comprendere il presente e il passato.

Il cartomante quindi si ispira a dei testi scritti, a una precisa metodologia. Di tale metodologie ne esistono varie, suddivise in differenti scuole; per questo motivo la lettura delle carte da parte di due diversi cartomanti può dare origine a due differenti interpretazioni.

 

Le carte del cartomante

Ogni cartomante possiede un proprio mazzo di carte, che utilizza per la cartomanzia. È diffusa infatti la prassi correlata alla necessità che il cartomante “senta” le carte, ossia stabilisca con esse un rapporto stretto, di fiducia e compartecipazione. La scelta del mazzo da utilizzare dipende dal singolo cartomante e dalla scuola di cartomanzia che decide seguire.

Un elevato numero di cartomanti utilizza i cosiddetti Tarocchi; si tratta di un mazzo composto da 22 carte, che rappresentano concetti astratti, soggetti specifici o archetipi dell’umano sentire. Volendo un cartomante può usare anche i classici mazzi da gioco, come ad esempio le carte francesi. Esistono infatti vari testi che riportano l’interpretazione di questo tipo di carte.

 

Le Sibille

Un particolare mazzo di carte per la cartomanzia è rappresentato dalle Sibille, dette anche carte chiacchierine. L’iconografia su di esse rappresentata si ispira a quella dei tarocchi tradizionali; anche se queste carte derivano dalla tradizione delle sibille, derivata dall’antichità. Nell’antica Roma le sibille erano delle vergini che ottenevano il potere della divinazione dalle divinità, in particolare Apollo.

In sostanza si trattava di quelle che oggi chiameremmo veggenti, alle quali chiunque poteva appellarsi per ottenere informazioni sugli eventi futuri. Questa tradizione storica è stata trasposta in alcune carte, utilizzate oggi esclusivamente per la cartomanzia, solo da alcuni cartomanti.